8 Giugno 2020

Quando l’oroscopo sbatte nella burocrazia

Siamo nel terzo millennio. L’uomo probabilmente raggiungerà il pianeta rosso attraverso il viaggio più affascinante mai intrapreso. Pochi i segreti del nostro pianeta e dell’universo ancora da scoprire. Il computer è diventato un indispensabile strumento della vita quotidiana, ma ancora resistono certe credenze e illusioni come quelle di predire il futuro attraverso l’oroscopo ed i segni zodiacali. Per me, quest’anno, era previsto un anno di successi con le donne fino ad incrociare quella del DESTINO, che tutti sognano ma che pochi hanno la fortuna di incontrare. Se ne sono andati ormai i primi cinque mesi ma questo destino deve aver smarrito la strada.

La mattinata trascorre piovosa e non consente di andare fuori, ma una corsetta sul tapis roulant alla fine me la concedo per scaricare la tensione accumulata. Esco per raggiungere la mia palestra personale e come faccio sempre in maniera maniacale controllo la cassetta della posta. C’è qualcosa dentro. Apro. La tensione che pensavo di eliminare, all’improvviso, nell’arco di un millesimo di secondo, è amplificata di oltre 100 volte. Una lettera di tale Signora Equitalia ed un avviso di raccomandata Ar con numero che inizia per EQU. Tre lettere sinistre che certamente identificano il mittente: sempre lei, Madame Equitalia.

“Mai una Signora mi ha cercato con tanto interesse, due missive in una volta sola”.

Rinuncio alla corsa, torno in casa ed apro la lettera. Lo stile è suadente ed amichevole nel descrivere i fatti. In breve tale Signora O.M.E., non avendomi trovato in casa in un giorno imprecisato, mi avvisa di essere stata costretta a consegnare un plico, a me indirizzato, al Sig. Comune, dove naturalmente potrò ritirarlo. La Signora si dispiace per il disguido e mi saluta cordialmente. Il primo pensiero è subito per l’oroscopo. Sta per iniziare il sesto mese e la musica non sembra cambiata. Una donna arriva fino sotto casa per portarmi un regalo, non mi trova e lo consegna a chi ? Ad un uomo dal quale dovrò recarmi per ritirarlo.

Comunque sono le 13.30 di un venerdì, il Sig. Comune riceve solo fino alle 12.30, il sabato e la domenica non riceve, quindi tutto rimandato a lunedì.

Mi dedico allora alla seconda missiva di una famigerata TNTPost, la prima domanda è: si tratta di uomo o donna ? Dopo una rapida ricerca, scopro che anche TNTPost è una gentile Signora la quale, pur essendo anche lei arrivata sotto casa mia e non avendo comunque suonato il campanello (forse soffre di timidezza e non ha osato tanto), ha lasciato il suo numero di telefono per consentirmi di prendere un nuovo appuntamento. Speranzoso di avere più successo, e quindi di rivalutare l’oroscopo, prendo il telefono e compongo il numero.

“Pronto qui TNTPost in che cosa posso esserle utile ?” la voce maschile mi destabilizza lasciandomi senza parole.

“Pronto …” insiste la voce.

“Mi scusi ho ricevuto un avviso dalla Signora TNTPost, ho chiamato per concordare un altro appuntamento con la Signora”

“Nome e cognome ….” dice perentorio la voce maschile all’altro capo del telefono.

“Franco Rizzo” rispondo titubante.

“Può venire a ritirare la raccomandata martedì prossimo”

Sconcertato provo a insistere.

“Mi scusi, non posso parlare con la signora TNTPost per accordarmi direttamente… ”

La voce maschile seccata non transige.

“Sulla cartolina, oltre al numero di telefono, è riportata una data. Quello è il giorno in cui troverà qui la sua raccomandata”

Non cedo.

“Ma fino a martedì che ci fa la signora TNTPost con la mia raccomandata ?”

“Queste sono le nostre procedure, io sono l’incaricato delle relazioni con i clienti della TNTPost, la Signora è molto impegnata, martedì prossimo troverà qui il suo plico”

Mi arrendo e chiudo la comunicazione. Certo la TNTPost deve essere una gran Signora, molto ricercata per aver scelto un segretario così solerte ed irremovibile.

Confuso, la mente occupata da mille interrogativi mi appresto a trascorrere il fine settimana in compagnia di Ansia, amica fedele che arriva quando meno te lo aspetti. Che strana la vita. Non accade niente per mesi, all’improvviso tre signore ti cercano disperatamente senza trovarti: la Signora Equitalia, se la conosci la eviti; la Signora O.M.E., sconosciuta ma determinata; la Signora TNTPost, conosciuta per sentito dire ma inarrivabile. Ed ora tre giorni da trascorrere con la Signora Ansia, ben conosciuta, indesiderata, difficile da allontanare quanto inaspettata.

Lunedì mattina ora 9.30. Da 5 minuti sono davanti all’abitazione del Signor Comune in attesa di essere ricevuto. Il Signore è veramente tale ed all’ora esatta apre la porta, entro ricevuto da un solerte maggiordomo (almeno penso si possa definire tale considerata la divisa che indossa). Mostro la lettera della Signora O.M.E. e mi viene consegnato un plico. Provo timidamente a chiedere: “Ma non posso parlare con la signora O.M.E. ?”

“No Lei è addetta alle consegne a domicilio ed in questo momento è già al lavoro”

Non ribatto. Trepidante esco, finalmente ho fra le mani il documento che gira da giorni in attesa di essermi recapitato.

A scrivermi naturalmente è Lei, Equitalia. Questa volta però il tono è diverso, non più amichevole, non suadente come la lettera di venerdì. La Signora desiderosa di incontrarmi per trascorrere qualche ora insieme, si è trasformata in una Lei irritata e decisa nelle sue richieste. Devo immediatamente saldare un conto, che avevo lasciato in sospeso qualche anno fa, con un’altra Signora, tale Agenzia Delle Entrate (e siamo a cinque), nobildonna di antica famiglia secondo il nome, vecchia zitella attaccatissima al denaro secondo la fama che la circonda. Lei, Equitalia, è incaricata dall’altra, Agenzia delle Entrate, al recupero di quel credito. Che confusione con tutte queste donne. Dopo l’intimidazione a saldare il conto, che nel frattempo è aumentato del 20-25%, il tono della lettera diventa più amichevole e la Signora mi illustra tutte le modalità da utilizzare per il pagamento. Il suggerimento è di rivolgermi alla Signora Poste Italiane oppure ad una non meglio identificata Signora Banca. Altre modalità coinvolgono soggetti maschili, il Signor Tabaccaio, il Signor Lotto, ma è evidente che Lei, Equitalia, non si fida di questi figuri.

Rientro a casa decido che è il momento di affrontare la principale responsabile di tutta questa vicenda.

“Pronto qui Agenzia delle Entrate”. La voce femminile non sembra proprio quella di una vecchia signora, imposto la voce con la migliore tonalità possibile:

“Buongiorno sono Franco Rizzo la chiamo …..”

“ Si si … so chi è lei, è inutile che tenti di circuirmi, lei deve pagare e subito quel debito che ha contratto con la sottoscritta”

Il tono è chiaramente intimidatorio. Faccio un lungo respiro, riprendo a parlare abbassando ancora il tono della voce.

“Certo che pagherò non si preoccupi, ma potevamo vederci per parlarne, magari davanti ad un buon caffè….” faccio un sospiro cercando di tirare fuori il meglio di me “vorrei chiarire e forse potrebbe venirmi incontro, ci si potrebbe accordare in qualche modo” inutile, sono immediatamente interrotto..

“Lei è il solito maschio che prova a fare il cascamorto con una Signora, la smetta ed estingua il suo debito entro cinque giorni se non vuole incorrere in sanzioni più severe”. La comunicazione si chiude.

Sconsolato leggo e rileggo la lettera, scorro l’elenco relativo alle modalità per estinguere il debito e decido: la prossima donna sarà la Signora Poste Italiane, magari avrò più successo rivalutando anche quell’oroscopo che sta fallendo le sue previsioni.

Arrivo alla residenza della Signora Poste Italiane e, con stupore, trovo una fila di persone in attesa di essere ricevute. Ero convinto che Lei fosse in trepidante attesa del mio arrivo, e invece eccomi in fila con il mio bel numero come al banco del supermercato. Dalla vetrata che ci separa, osservo la Signora, che riceve una dopo l’altra le persone che mi precedono. Ognuna si presenta allo sportello, le consegna un foglietto del tutto simile al mio, Lei lo inserisce in una macchinetta dalla quale ne esce con una specie di timbro sopra, la persona depone la somma di denaro dovuta attraverso una fessura dello sportello e riceve in cambio la ricevuta. La procedura si svolge nel silenzio assoluto e nella totale indifferenza.

“Buongiorno, sono qui come consigliato dalla Signora Equitalia, che mi ha inviato una lettera per conto della Signora Agenzie delle Entrate. La lettera mi è stata portata dalla Signora O.M.E. che non trovandomi in casa, ha portato la stessa lettera al Signor Comune dove mi sono recato a ritirarla. Non ho avuto modo di parlare con nessuna di queste signore e spero che lei mi possa aiutare a….”

“Senta vede quante persone sono in attesa dietro di lei ? Quindi se deve pagare mi dia il bollettino e la faccio pagare altrimenti io non so che cosa dirle dei suoi intrallazzi con tutte queste donne” mi interrompe decisa la Signora Poste Italiane.

Non so più che dire, consegno il bollettino, inserisco nella fessura in basso l’importo dovuto, ritiro la ricevuta di pagamento e la signora decisa …

“Avanti un altro”

Esco mentre un sentimento misto di rabbia, delusione e rassegnazione: da tre giorni sono contornato da donne senza riuscire a parlare nemmeno con una di loro per conoscere il motivo di questi soldi che ho dovuto sborsare. Torno a casa imprecando anche contro quel tipo della televisione che snocciola sempre i suoi oroscopi, mi ci ero imbattuto per caso all’inizio dell’anno e quasi quasi mi aveva convinto che questo sarebbe stato un ottimo anno per i miei rapporti con l’altro sesso. Rientro e mi siedo ormai consapevole che con le donne anche quest’anno non sarà molto diverso dagli ultimi trascorsi. Mentre sono assorto in questi pensieri, l’occhio cade su un angolo del tavolo dove si trova una cartolina che avevo dimenticato: devo ancora far visita alla Signora TNTPost. Che avrà per me quest’ultima signora ?

Martedì mattina mi alzo di buon ora dopo una notte insonne. Mi aspetta un altro incontro con una donna, la sesta delle ultime 72 ore.

Entro nell’ufficio e la Signora TNTPost sembra che mi stesse aspettando. Vede la cartolina che ho in mano e senza farmi pronunciare nemmeno un buongiorno, con un tono che non ammette repliche: “Mi dia la cartolina che le consegno subito la raccomandata”.

Obbedisco senza replicare e lei sparisce dietro una porta che le si chiude alle spalle. Nell’ufficio c’è un giovanotto che non alza lo sguardo dal suo monitor mentre tormenta una tastiera che sembra gemere sotto la pressione delle sue dita. Lo sto osservando quando la Signora TNTPost riemerge dall’antro nel quale era scomparsa, mi porge una busta, mi indica un foglio dove c’è il mio nome e sempre con tono deciso intima: “Metta una firma qui”. Eseguo senza repliche. Prendo la busta e riconosco con grande stupore che è esattamente la stessa che ho ritirato il giorno prima dalle mani del Signor Comune. E sulla busta c’è stampato in maniera inequivocabile: Equitalia. Avevo mille domande in testa per la Signora TNTPost deciso ad ottenere quelle risposte che le altre Signore non mi avevano dato, ma la sorpresa è così tanta che ho dimenticato tutto quanto mi ero ripromesso di chiedere. Saluto ed esco.

Arrivato a casa prendo la missiva della Signora O.M.E. ritirata la mattina precedente, apro la busta ritirata dalla Signora TNTPost e confronto le due lettere mettendole sul tavolo una vicina all’altra. Ciò che avevo sospettato si rivela essere la cruda realtà: le due lettere sono esattamente uguali. Stessa comunicazione, stessi numeri di riferimento, stesse cifre, uguali, identiche persino nella punteggiatura. In pratica sono “la stessa lettera”.

A questo punto della storia occorre riassumere gli avvenimenti.

La Signora Agenzia delle Entrate, che non si fa gli affari propri e non si fida delle dichiarazioni che i cittadini uomini le fanno, è andata a ficcare il naso nei miei affari ed ha constato che le avevo versato qualche euro in meno di quanto dovuto per una sua imprecisata prestazione. La medesima Signora, piuttosto altezzosa e superba, non mi contatta direttamente. Scrive alla Signora Equitalia, le confida quanto io sia inaffidabile e la incarica di recuperare quanto dovuto o meglio quanto da lei preteso. Non posso sapere se la Signora Agenzia delle Entrate abbia dato tutte le spiegazioni del caso alla Signora Equitalia, ma se anche fosse, Lei si è tenuta per se le delucidazioni ricevute. La Signora Equitalia quindi mi scrive una lettera e, piuttosto che consegnarmela direttamente, l’affida alla Signora O.M.E. che deve portare la missiva a mano presso la mia abitazione. Questa terza signora esegue l’incarico ma non mi trova in casa e, senza lasciare nemmeno un avviso, si reca dal Signor Comune consegnandogli la richiesta della Agenzia delle Entrate, scritta da Equitalia. Tornata in ufficio e assalita da rimorsi di coscienza per aver Lei, terza donna coinvolta in questa storia, affidato ad un uomo un incarico così delicato, avvisa la Signora Equitalia di questa sua leggerezza. Equitalia, per rimediare mette in atto una mossa fuori di ogni logica: scrive una lettera per avvisarmi della visita della signora O.M.E. e incarica la signora stessa di metterla nella mia cassetta delle poste, mentre una seconda copia la invia per raccomandata tramite una quinta Signora, la TNTPoste.

Una logica che nessun oroscopo penso sia in grado di prevedere ….. devo rassegnarmi … anche quest’anno non accadrà assolutamente niente.