24 Febbraio 2021

Era un ganzo ‘ir mi babbo

Era un ganzo ir mi’ babbo

 

Lavorava a Firenze e solo un giorno alla settimana era libero, un giorno da dedicare ad Anna ed ai suoi bimbi. Non si scordava mai di loro nemmeno quando era a lavorare insieme a tutte quelle belle figliole che gli giravano intorno al ristorante. A casa era sempre pronto a giocare con loro o a caricarsi moglie e figlioli sulla moto per portarli al mare.

Era un ganzo ‘ir mi babbo

Quella volta babbo e figliolo la combinarono grossa. I bicchieri di cristallo che il babbo aveva portato ad Anna facevano bella mostra di se sull’acquaio. Anna li aveva lavati uno ad uno, con molta cura per paura di romperli. Tutti in fila ad asciugare sembravano un esercito di soldatini ben addestrati. Intanto un palloncino leggero svolazzava per la stanza passando dal babbo al bimbo. Aveva perso tutto quel gas che lo teneva sospeso in aria, il babbo l’aveva gonfiato ed ora ci giocava insieme al suo figliolo. Se lo tiravano, un colpo lui, un colpo Bimbo. “Smettetela prima di combinare qualche guaio” si raccomandava Anna preoccupata. “Stai tranquilla Anna, si gioca e basta” rispondeva il babbo per rassicurarla.

Era un ganzo ‘ir mi babbo

Il colpo maldestro arriva all’improvviso. Il palloncino volteggia, si alza in aria e si butta a capofitto sul piccolo esercito allineato. Il babbo allunga il braccio per prenderlo al volo, ma la mano manca la presa. Nella caduta incontrollata il palloncino sfiora il primo soldatino. Bimbo trattiene il fiato mentre Anna inizia a cambiare colore. Il bicchiere appena toccato oscilla: un poco a destra, un poco a sinistra, avanti, indietro, s’inclina paurosamente verso il suo vicino. E’ un attimo. Mentre il primo bicchiere ormai va in frantumi, il secondo ripete quel pericoloso movimento. La reazione è ormai scatenata e, ad uno ad uno, i bicchieri cascano come birilli andando in mille pezzi. E’ una strage senza superstiti.

Era un ganzo ‘ir mi babbo.

Anna è infuriata. Il ricciolo si alza subito preannunciando l’imminente bufera. Si dirige verso Bimbo con la mano alzata. Sta per arrivare al suo obiettivo quando il babbo le si piazza davanti con un bel sorriso. Lei sembra arrabbiarsi ancora di più, ma sulle sue labbra arriva un bacio a stampo. “Domani te ne porto altri ventiquattro e tutti belli puliti” sentenzia il babbo sorridente. I loro sguardi si incrociano pieni d’amore. Il ciuffo riprende il suo posto. La mano alzata si trasforma in affettuosa carezza sulla guancia di Bimbo. Torna finalmente la quiete mentre il babbo strizza l’occhio al suo bimbo.

Era un ganzo ‘ir mi babbo, amava la mi’ mamma, lei amava il mi’ babbo, tutti e due amavano i loro figlioli, che a loro volta si volevano un gran bene.